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title: "ICANN testa un sistema di accesso per le forze dell'ordine ai dati WHOIS non pubblici"
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date: "2026-10-20T05:20:37Z"
updated: "2026-10-20T12:36:07Z"
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  date: "2026-10-20T02:11:27Z"
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# ICANN testa un sistema di accesso per le forze dell'ordine ai dati WHOIS non pubblici

## in parole semplici

I nomi a dominio hanno schede dei proprietari chiamate dati WHOIS, e oggi molte sono nascoste per tutelare la privacy. ICANN, l'ente che coordina i nomi a dominio nel mondo, sta provando un accesso sicuro che permette alla polizia di chiedere questi dati nascosti nei casi urgenti. Le agenzie dovrebbero dimostrare una vera emergenza per usarlo.

L'ICANN sta testando sistemi di autenticazione che permetterebbero alle forze dell'ordine di inviare richieste urgenti per ottenere informazioni WHOIS non pubbliche. Le richieste sono pensate per situazioni che comportano una minaccia imminente per la vita, gravi lesioni fisiche, infrastrutture critiche o sfruttamento sessuale di minori. La definizione è quella stessa usata dall'ICANN.

I registrar raccolgono informazioni sui propri clienti, e questi dati un tempo erano pubblicamente disponibili nei record WHOIS. Alcuni registrar offrono servizi che sostituiscono i loro recapiti a quelli dell'assegnatario, per proteggere la privacy dei clienti, e leggi come il GDPR fanno sì che i registrar siano talvolta obbligati a nascondere i dati WHOIS. Secondo la fonte, questo rende più difficile per le forze dell'ordine contattare il titolare del dominio quando un nome a dominio viene usato in modo improprio per diffondere malware, per infrastrutture di dominio di comando e controllo o per phishing.

Il gruppo di lavoro ICANN Input Group on Law Enforcement Agency Authentication Mechanisms sta esaminando la questione. Il gruppo ha presentato i propri progressi durante l'incontro annuale dell'ICANN a Bali, in Indonesia. Durante quella sessione, rappresentanti dei registrar Namecheap e Verisign hanno espresso sostegno alla proposta.

Il lavoro del gruppo è in gran parte tecnico. Una volta messo a punto un meccanismo per le richieste, altri gruppi di lavoro di policy dell'ICANN stabiliranno l'uso accettabile e le questioni collegate.

L'approccio preferito dall'ICANN è il Security Assertion Markup Language (SAML). Gli utenti autenticati delle forze dell'ordine accederebbero al Registration Data Request Service (RDRS) dell'ICANN e presenterebbero le richieste. L'ICANN sta già testando il sistema con l'FBI e con Interpol, ma è aperta ad altri meccanismi di autenticazione che consentano l'accesso ad altre agenzie. Il gruppo mira a pubblicare una specifica a cui tali agenzie possano conformarsi.

L'ICANN inoltrerà al registrar che ha venduto il dominio le richieste presentate tramite RDRS. Il registrar avrà 24 ore per esaminare una richiesta, oppure fino a 72 ore per quesiti complessi. I registrar potranno respingere le richieste che ritengono non soddisfino la soglia di urgenza.

Alcuni lettori potrebbero temere che una grande agenzia possa inondare RDRS di richieste provenienti da migliaia di singoli agenti. L'ICANN intende impedirlo obbligando le agenzie a indicare personale specifico autorizzato a presentare richieste, con un token condiviso durante gli scambi SAML. Il contenuto di quel token è una questione di policy che il gruppo di lavoro prevede venga definita in seguito da altri ufficiali dell'ICANN.

Un altro nodo aperto riguarda come proteggere l'identità dei funzionari delle forze dell'ordine che presentano richieste tramite RDRS. L'ICANN li considera esposti al rischio di molestie se le richieste includono indirizzi email.

Fonte: [theregister.com](https://www.theregister.com/networks/2026/10/20/icann-testing-tech-to-let-law-enforcement-access-non-public-whois-info/5304036)

## ne parlano anche

- [elhacker.NET](https://blog.elhacker.net/2026/10/icann-prueba-tecnologia-para-que-las.html) (in spagnolo)
